Inguine

C’è una tipa che conosco che, mi hanno detto, ha speso diverse migliaia di euro per fare la depilazione totale del corpo umano con il laser, e adesso, mi dicono, è liscissima: come il culetto di un bambino, mi hanno detto.
Adesso, io, come uomo, devo dire che questa tizia qui non mi attrae molto, però tutte le volte che la incontro mi vien da pensare al suo inguine. 

Siamo figli delle stelle, ovvero intervista all’astrofisico Amedeo Balbi sugli atomi che compongono il mio corpo umano

L’altra sera mi è venuto un dubbio esistenziale e mentre cenavo ho pensato di rivolgermi al mio nume tutelare, il famoso astrofisico Amedeo Balbi, che, poverino, mi ha risposto subito, anche se secondo me stava cenando.

Alessandro Bonino: BALBI
Amedeo Balbi: BONINO!
Alessandro Bonino: COME STA
Amedeo Balbi: IO BENE LEI?
Alessandro Bonino: ANCHE IO
CI VOLEVO FARE UNA DOMANDA
Amedeo Balbi: DICA
Alessandro Bonino: DA QUANTO ESISTONO GLI ATOMI CHE COMPONGONO IL MIO CORPO UMANO
Amedeo Balbi: Dipende: l’idrogeno dal big bang
Il carbonio ossigeno ecc da dopo
Alessandro Bonino: DOPO QUANDO
Amedeo Balbi: Non si può stabilire con precisione ma direi da una decina di miliardi di anni
Alessandro Bonino: E FINO A QUANDO DURANO
Amedeo Balbi: Mmm
Difficile da dire ma molto
Dipende da varie cose
Non tutte prevedibili
Alessandro Bonino: E SE MI CREMO
Amedeo Balbi: Ahah
Gli atomi resistono
Le molecole no
Ma gli atomi si
Alessandro Bonino: QUINDI PRATICAMENTE SONO ETERNO O QUASI
Amedeo Balbi: L’unico modo di distruggerli è con reazioni nucleari
Ah sì gli atomi si
I protoni poi durano per sempre
Alessandro Bonino: Praticamente sono una configurazione impermanente dell’eternità
Amedeo Balbi: Già
Amedeo Balbi: Io dico sempre che sono un aggregato transitorio di atomi
Ma la materia e l’energia durano in eterno

Siamo figli delle stelle, tipo. Ma anche, siamo fatti di atomi usati.

Il magico potere del disordine

Stamattina mettevo a posto dei miei documenti del mese scorso e in mezzo a una ricevuta ho trovato dieci euro. Ma che sorpresa! Sono stato molto contento. Pensa se quel giorno lì li avessi messi subito a posto nel portafoglio: stamattina non avrei trovato niente, niente dieci euro, niente sorpresa, niente contentezza. Che vita piatta, sarebbe.

Adesso penso che farò un fioretto: il fioretto di non mettere mai a posto la roba, di buttare tutto lì un po’ a casaccio e poi vedi, tutti i giorni c’è una sorpresa, tutti i giorni salta fuori qualcosa che non sapevi più di avere, e tutti i giorni saranno una gioia inaspettata.

Già che ci sono vado anche a mettere in disordine i cassetti.

Le meraviglie del narcisismo conversazionale

L’altro giorno ho scoperto il narcisismo conversazionale, che è quella cosa che succede quando parla qualcun altro: tu fai finta di ascoltarlo ma non vedi l’ora che finisca di parlare per poter raccontare qualcosa di tuo. Si nota di più quando lo fanno gli altri, perché gli altri son così, son lì fuori, son più facili da osservare rispetto a te, che sei dentro di te, e niente, è un casino.

Tipo l’altro giorno ho incontrato un tizio, gli ho detto che ho avuto 43 di febbre, e subito lui mi ha interrotto e mi detto che ha avuto 44. Poi meno male che io la febbre non l’ho mica misurata. Non la misuro perché se sto male e poi esce fuori che ho 37 e 1 poi mi prendono per il culo. Però secondo me ho avuto 43.

Sul cane e sul suo prodotto

Avere un cane ha vantaggi e svantaggi, e uno dei vantaggi primari è avere la possibilità di parlare di cacca con altri proprietari di cani senza apparire scurrili. Confrontarsi sulla cacca è importante, ché dalla cacca si capiscono tante cose sulla salute del cane, e, dovendo raccoglierla, la si guarda e la si palpeggia, e d’inverno, con le mani fredde, una cacca calda e fumante in mano fa quasi piacere.

Comunque volevo dire che il cane di una mia amica, mi ha detto lei l’altro giorno, aveva della cacca nelle feci.

Avanti

Certe volte mi capita di scrivere la parola avanti e di scrivere invece a vanti, così, a vanti, con lo spazio, che non vuol dir niente, però mi capita di voler scrivere avanti, e mi esce fuori a vanti.

Che uno poi, con questi problemi, come vuoi che gli venga voglia ancora di scrivere, se gli escono questi errori automatici anche nelle parole semplici come avanti.

Però ti dici ricominciamo, dai ricominciamo, è ora di ricominciare, è tanto che non scrivi, sarebbe bello che tu ricominciassi a scrivere, che era una cosa che ti dava tanta gioia, era una cosa che, anche una giornata che era andata del tutto storta, se avevi scritto qualcosa, una qualsiasi cosa, ti sembrava una giornata bella, e allora sì, dai, riproviamoci, riproviamo a scrivere, ricominciamo, andiamo avanti.

E in effetti stavolta l’ho scritto giusto alla prima.

I carabinieri e io

Che poi non so mica cosa c’ho. È la seconda volta quest’anno. Succede che andando in macchina vedo da lontano la macchina dei carabinieri parcheggiata in uno spiazzo sulla destra, e man mano che m’avvicino noto che uno dei carabinieri viene verso la strada fin verso il ciglio, e quando ci arrivo accosto, penso che mi voglia fermare, mi fermo e lui mi fa segno che non mi voleva mica fermare. Chissà che problemi ho.